Ho deciso di dire di sì. Da gennaio lavoro senza sosta. Il lavoro è quello serio e serioso, quello per cui se mi sgamano a spulciare vestiti da sposa mi becco sguardi di disapprovazione, e purtroppo il blog, e le attività connesse, ne hanno risentito. Non ho tempo neanche per tagliarmi i capelli e mi sto avvicinando a un pericolosissimo mullet che mi ci mancano solo i baffi a manubrio. Però non potevo tirarmi indietro di fronte a questa bellezza.
Say Yep è qualcosa di piccolo, prezioso, delicato. Per me è una sorta di the best of google reader in una sola rivista. Tutte le ragazze che leggevo e che seguivo sono qui dentro, ognuna con un contenuto speciale. Abbiamo tirato fuori quello che avremmo voluto leggere, quello che incessantemente cercavamo con ispirazioni su blog e riviste di tutto il mondo.
Dentro ci sono anche io, con le mie parole. Con i testi della rivista e una sorta di ‘controeditoriale’ in spirito cinico romantico.
Ci sono tutorial, shooting, ricette. Dovrei citarle tutte le donne fantastiche che ci sono dietro ma preferisco rimandarvi alla rivista e fare solo un accenno a quelli che sono ormai veri amici del cuore.
Perché oggi nasce Say Yep e solo un anno fa iniziava Under the Tree.
E allora in questo post che sta iniziando a cariare i denti voglio dire un grazie. Piccolo così. E ricordare tutto quello che abbiamo creato e immaginare tutto quello che ancora possiamo fare. Perché per me non sarebbe stato possibile nulla di tutto questo senza giuli&giordi.






















