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COSA SERVE IN GRAVIDANZA ALLA FUTURA MAMMA

9 maggio 2018
Foto di Giuli&Giordi

Ad oggi siamo a tre amiche/future mamme che mi chiedono cosa devono avere per forza (i must have, diremmo noi) per l’arrivo delle creature. Ora, per evitare che si accattino tutte e tre i paracapezzoli di silicone o camiciole della fortuna ho deciso di fare due post: quello che stai per leggere è il must have della donna in gravidanza, non ci sono solo cose da comprare, ma anche racconti di come è andata, con l’obiettivo di tranquillizzarti se sei alla 10° settimana e continui ad addormentarti alle sette di sera. Spero di ricordarmi ancora tutto, in caso scrivimi/scrivetemi e aggiungo roba. Nel secondo post ti dirò quello che secondo me (lo ribadisco, secondo me) è fondamentale avere alla nascita del bambino e fino ai suoi 6 mesi di vita. Oltre non vado, visto che Matilda sta per farne 8 di mesi e diciamo che ad oggi i suoi bisogni non sono così diversi da un paio di mesi fa.

Alcuni dei link che ho inserito -quelli Amazon- sono affiliati, se non ti senti a tuo agio puoi copincollare la descrizione e cercarteli senza avere il collegamento, in caso contrario molte grazie.

Cominciamo proprio dall’inizio.

Preparati a fiumi di parole. In mezzo vi ci metto qualche GIF, che si sa, son fan.

 

Il primo trimestre

La nausea

Hai scoperto di essere incinta. Evviva! Hai la nausea. NOOOO! Per fortuna le mie nausee non sono state fortissime, e ho risolto mangiando poco e frequentemente, e tenendo in borsa crackers e pastiglie Leone allo zenzero. So che esistono in commercio anche medicinali -senza prescrizione- a base di zenzero che aiutano in questa prima fase, ti consiglio di chiedere un parere al ginecologo/alla ginecologa che ti segue se non riesci a smettere di vomitare. Perché insomma, non è così simpatico.

Il sonno

I primi 3 mesi di gravidanza io avevo solo sonno, tantissimo sonno, mi addormentavo davanti alla tv alle 20 di sera, prima ancora di cenare. La cosa assurda è che prima hai sonno per via degli ormoni, e poi avrai sonno per via del lattante. Per cui il mio consiglio è fòttitene. Hai sonno? DORMI.

 

Da subito la mia ansia estrema mi ha portato a comprare un cuscino per dormire. Mi avevano spiegato che per evitare dolori al nervo sciatico avrei dovuto dormire con un cuscino fra le gambe, ho colto la palla al balzo e preso un cuscino per l’allattamento in pula di farro. In realtà per quello specifico scopo l’ho trovato scomodissimo (pesa più di 2 kg!) ma dalla nascita di Matilda in poi è stato utilissimo! L’ho usato i primi mesi per allattare – prima di decidere che sì, potevo anche allattare sempre sdraiata – e tuttora lo uso come riduttore del lettino con le sbarre.

Il secondo trimestre

L’energia

Dice che nel secondo trimestre hai un sacco di energie. MAH. Io l’ho iniziato male, con piccole contrazioni costanti e dolorose che mi impedivano anche di salire in macchina (belle le buche di Roma, eh?). Ho risolto grazie alla mia dottoressa, che mi ha prescritto un integratore al magnesio che ho preso fino all’inizio del 9° mese. Quinto e sesto mese sono stati bellissimi, più che piena di energie (continuavo ad avere un sonno mortale, a cui si era aggiunta l’acidità di stomaco) prendevo sempre più consapevolezza di quello che stava succedendo, ormai tutti sapevano della gravidanza, e ho deciso di anticipare le ferie a giugno e farmi un viaggetto. Sono partita prima del previsto perché mi avevano messo il terrore della vacanza a luglio (robe tipo “io non riuscivo neanche a scendere le scale, figurati le scalette della piscina”). Ecco, a tal proposito, ricorda sempre di prendere con le pinze chi ti racconta in maniera tragica o drammatica parte della gravidanza. Io avevo già paura di ingrassare, ma poi mi avevano messo paura di diventare sempre nervosa, paura di non riuscire a camminare, paura di non dormire mai più, paura del mal di schiena. PAURAAAAAA!!

 

Siamo tutte diverse, per fortuna, e nonostante ora siano le mie scarpe/ciabatte preferite, vorrei ricordare che io sono stata vittima di questo terrorismo psicologico al punto da comprare le Birkenstock perché “ti si gonfieranno i piedi al punto che non ti entreranno più le scarpe” o addirittura “ho partorito da 6 mesi e ancora non riesco a mettere le scarpe di prima”. Ecco, per fortuna i miei piedi sono stati benissimo. Giuro che in viaggio di nozze con l’umidità al 90% i miei piedi stavano molto, molto peggio.

È il mio corpo che cambia

Io non mi sono MAI piaciuta MAI, ho sempre trovato il mio corpo brutto e sbagliato (poi a un certo punto ho deciso di smettere di vergognarmi e l’ho accettato, ma tant’è). In gravidanza è cambiato tutto. Mi guardavo allo specchio di continuo, e mi trovavo bellissima. Ho anche una spiegazione “scientifica” alla vicenda: ho i fianchi molto larghi e questa protuberanza in avanti li ha in qualche modo mascherati ed equilibrati. Insomma, con la panza ero una figa spaziale.

 

Complice il fatto di avere l’ansia da svaccamento ho anche preso poco peso (poi ho recuperato, ma ne parlerò nel secondo post) quindi ero come sempre + pancia = bona. La mia divisa era maglietta aderente (ADERENTE, IO!?) e jeans oppure vestitino corto, tutto H&M. Ma sì! Fasciatemi di cotone stretch, che tutti possano guardare la mia pancia, che per una volta nella vita non è un budino smollaccioso! Se sei nel periodo shopping frenetico ti consiglio di pensare anche al futuro e se devi comprare maglie o vestiti preferisci quelli coi bottoni: quando nascerà la creatura potrai riciclarle per allattare en plein air. Non devi per forza prendere robe premaman, la tua parola d’ordine ora dovrebbe essere: CHEMISIER.

Il terzo trimestre

La valigia per l’ospedale

Una cosa si può dire di me, ma non che non sia previdente. Prima di partire faccio liste e liste di cose da portare, riempio agende e quaderni di planning (poi ovvio, pianifico tutto e magari non faccio nulla) ma la parte dell’organizzazione mi piace davvero da morire. Quindi, quando mi hanno detto che dal 7° mese avrei dovuto pensare alla valigia per l’ospedale ho dato il meglio di me!

 

Prima cosa da capire è: che valigia mi porto? Io pensavo a un trolley, ma poi ho riflettuto sul fatto che spesso gli armadi degli ospedali sono stretti, e sarebbe stato meglio qualcosa di più morbido. Ho quindi optato per la borsa della palestra.

La cosa più importante, che tenevo sempre in superficie della valigia, era il raccoglitore, tipo questo, con dentro tutte le analisi fatte in gravidanza. Dietro consiglio dell’ostetrica del corso preparto, avevo inserito nelle prime pagine il gruppo sanguigno di entrambi i genitori, le analisi per poter far assistere il papà al parto (mi pare sia la salmonellosi), l’ultima ecografia, la visita anestesiologica per l’epidurale, e poi a scalare tutte le varie morfologica, flussimetria ecc…

Ora, preparati perché la lista che segue ha anche cose un po’ splatter, o realiste, ecco. Alcune/i di voi ci resteranno un po’ di sasso, ma diciamo che è la lista che avrei voluto leggere prima di preparare la valigia. Senza fronzoli, bella secca e dura:

Camicie da notte con i bottoni davanti e a maniche corte (ok, la data presunta era settembre, ma ho scelto le maniche corte a prescindere, mi avevano spiegato che è più comodo per eventuali flebo). Online se ne trovano di ogni tipo, ma ho preferito andare al mercato sotto casa in quei bei banchi dove si servono le nonne, e chiedere un paio di camicie da notte XXL.
– Vestaglia e ciabatte.
– Asciugamani viso, NO asciugamani per il bidet ma Panno Carta, da buttare ogni volta.
– Contenitore spray tipo questo, riempito di Napisan o altro igienizzante oppure salviette monouso come queste. Non sai in che condizione troverai il bagno dell’ospedale (nel mio caso ottima, non li ho mai usati).
Assorbenti post parto da usare con le mutande a rete e, in alternativa, le mutandine assorbenti Tena Lady. Qui ho fatto un errore: me ne sono portata solo 5, pensando che tanto nei giorni successivi Massimo poteva tornare a casa e farne scorta, non ho considerato l’eventualità che poi si è concretizzata: dalla rottura delle acque al parto ho continuato a perdere liquido (ne avevo tantissimo) e ho avuto continuamente bisogno di cambiarmi. Quindi porta tutte le scorte!
Coppette assorbilatte. Io ero convinta di fare la furba ecologista e ho comprato quelle di bamboo lavabili. Per il mio seno piccolo erano esageratamente grandi e non facevano il loro lavoro. Ora le ho riciclate per pulirmi il viso (eheh) e consiglio quelle, super comode, della MAM. Non ti metto il link diretto MAM perché non c’è la confezione, che invece qui si vede.
Reggiseno per l’allattamento. Ne ho comprati diversi, perché ho aumentato molto la taglia in allattamento, ma in realtà la loro funzione “allattamento” ovvero il fatto che abbiano dei gancetti che consentano di staccare la parte davanti, non l’ho mai usata. Quindi in sostanza io consiglio qualsiasi reggiseno in cotone, senza coppa e senza ferretto, se li vuoi da allattamento puoi prendere questi di H&M con cui io mi trovo benissimo, altrimenti so che anche Boob ha dei buoni prodotti.
– Bottigliette dell’acqua (per bere) e pacchetti di crackers. Non mettete i crackers troppo in fondo, altrimenti al nono mese avrai il pan grattato.
– 1 bottiglietta d’acqua tipo Levissima Issima. In caso di parto naturale e punti, ti servirà per lavarti. In alternativa puoi fare come Chrissy Teigen e comprare l’affare per arrivare a lavare il perineo. Fai tu!


Beauty case con quello che potrebbe servirti: spazzolino, dentifricio, elastici per capelli, spazzola, liquido per le lenti se sei cecata come me, occhiali di riserva sempre per cecatone come me, segui il consiglio del tuo medico per il detergente intimo, io ho usato questo e l’ho usato anche per il resto del corpo mentre ero ricoverata.
– Porta monete pieno di spicci, in caso qualcuno debba andare alle macchinette per prendere qualcosa, o al bar.
– Cambio per uscire dall’ospedale: slip, magliette, felpa, calzini, scarpe comode, leggings. Eventuale cambio se il papà dorme in ospedale (come nel mio caso).
–  Cambi per il bambino.

I cellulari e i vari carica batterie dei telefoni non li ho inseriti subito in borsa (non ne ho di riserva) ma ho scritto un foglio gigante sulla porta: CELLULARE, CARICA BATTERIE E POWER BANK! Ha funzionato 🙂

Sì, ma come vesto un bambino appena nato?

Sono stata lunga, facciamo che ne parlo nel prossimo post!

 

[Foto di copertina di Giuli&Giordi]

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