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SMETTERE DI VERGOGNARSI IS THE NEW BLACK

14 luglio 2016
Ho odiato questa foto. Tanto.

Io ho le braccia grosse.

In realtà il mio più grande cruccio -da sempre- è l’assenza di mento che crea una sorta di unicum bocca-collo alquanto inguardabile. Ma poiché l’unico modo di nasconderlo sarebbe usare un burqa (o tutta una serie di sciarpine fricchettone di cui ho ampiamente abusato nei primi anni 2000 – qui sotto il contributo fotografico del 2005), su quel fronte ho ormai mollato il colpo. No, sciarpine che puzzano di patchouli, non mi avrete più! – e comunque notare il posizionamento tattico copribraccia anche qui-1

Resta il problema braccia ciccionissime.

Potrei dirvi che le ho provate tutte ma sarebbe una sporca bugia. Certo, rispetto a qualche anno fa mi sento molto brava. Ho scoperto che posso correre, ho scoperto che posso acquistare dei pesi da Decathlon e fare esercizi tipo questi, ho scoperto il sumo squat, che tradurrei con un bel MANNAGGIACHITEMMUORT’ visto che mi ha impedito per 10 giorni di scendere le scale. Non fumo. Insomma, brava. Resto grossa ma almeno penso alla salute. Però loro, le amiche braccia, son sempre lì a rifiutarsi di smettere di ciondolare nella loro floffaggine. Insomma, Michelle Obama mi supera a destra.

Il vero problema -però- non sono loro, ma io. Mi sono sempre vergognata del mio corpo -perché poi, diciamoci la verità, io sono grassa un po’ ovunque, è solo che concentro sulle braccia il mio odio-.

La mia anziana pediatra Cecoslovacca, la dottoressa Dana, mi chiamava ciambellina o polpetta. E io ero felice.
Chi non ama le ciambelle o le polpette?

Poi lei andò in pensione e arrivò una giovane nuova pediatra che nella prima visita -avrò avuto 7 anni- mi parlò della scala della ciccionaggine (lei non la chiamò così, era una roba tipo percentili).

Io avevo 25 persone più grasse di me e 75 più magre di me. Ricordo perfettamente il momento in cui mi ha comunicato questi numeri. Mi sentivo inadatta, sbagliata.

Non ero più una graziosa ciambella ma un ammasso di lardo. Ogni giorno a scuola ci mettevano in fila indiana per uscire in giardino o andare a mensa. Io ero bassa ed ero sempre la terza o la quarta in fila, dietro di me una decina di compagne. Io mi guardavo avanti, mi guardavo dietro, e avevo la percezione fisica di quei numeri. 25 più grasse di me, 75 più magre di me.

Miriam suona il pianoforte così può stare seduta anche quando fa un’attività extra.

Ecco, questa è un’altra delle grandi verità (e una delle frasi preferite di mia madre). Sì, sono pigra. Sì, ho sempre mollato gli sport. Sì, mi piace stare seduta, ma anche sdraiata, se è per questo. Mangio relativamente bene ma sono golosa. Vivrei di pizza e gelato. Me la puoi fare integrale la pizza e il gelato può essere biologico e senza latte. Ma sempre pizza e gelato sono. E io vivrei di quello.

Tutto questo per dire che sì, magari sapere da quando sono piccola che sono una cicciona non ha contribuito a farmi sentire particolarmente carina negli anni, ma anche io ho le mie colpe.

Mi piace il cibo e sono pigra.

Una delle prese in giro dei miei genitori più costante nel tempo (tipo che potrebbero farmela anche ora, conoscendoli) è quella sul rapimento. A cavallo fra anni ’80 e ’90 ci furono diversi rapimenti di bambini, ve ne ricorderete. Uno fra tutti Farouk e il suo povero orecchio, o Augusto De Megni che poi tornò agli onori della cronaca -lui e il suo donca- vincendo il Grande Fratello. Non so perché lo facessero, forse per non farmi spaventare, per allentare la tensione successiva alla visione del TG, ma continuavano a dire la stessa cosa:

Tu stai tranquilla, se ti rapiscono ti ridanno indietro dopo poco, gli costerebbe troppo il cibo per mantenerti

Di recente ho visto questo video di Bustle. Dopo circa un minuto di video le ragazze si coprono con dei teli e delle sciarpine, per poi scoprirsi di nuovo. Io mi copro da sempre. D’estate sfido il caldo pur di non rinunciare a golfini di cotone e maglie a 3/4. Lo so, è più forte di me. Ho sempre pensato che coprirmi mi avrebbe aiutato. Così come vestirmi di nero.

Ma guardando il video mi sono resa conto di una cosa a cui non avevo mai fatto caso prima: coperte mi sembravano infagottate, più grosse e sgraziate, nascondevano la loro vera bellezza. Sì, le ho guardate e le ho trovate bellissime. Scoperte.

2

Dottori, genitori, fidanzati (ciao, ex che mi chiamava Pavel dicendo che i miei polpacci sono uguali a quelli di Nedved) mi ricordavano la mia stazza forse per provare a dirmi di muovermi, ma quello che mi serviva non era la spinta a cambiare, ma a vedermi bella e a accettare le mie grandissime braccia. C’è riuscito un video di un minuto e mezzo.

Sono scema, evidentemente. O forse era solo il momento giusto.

Il giorno dopo essere incappata in questo video ho fatto una cosa che non era mai successa prima. Sono andata al lavoro con le braccia scoperte. Non è stato facile e il primo giorno mi sono tenuta il golfino di cotone nello zaino, just in case. Ma una cosa l’ho imparata, e proverò a tenerla stretta in mente: l’unica persona da cui voglio davvero delle serie pacche sulle spalle sono io.

E me ne sto dando di serissime, con le mie braccia possenti. Sono brava. Non mi vergogno più.

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Edit: questo post ha fatto in assoluto il numero di condivisioni e visualizzazioni più alto dalla nascita del blog. I tantissimi messaggi che mi avete scritto mi hanno portato a decidere di far nascere l’hashtag #proudcinica. Per ispirare sempre più donne a non provare più vergogna. Trovate qui tutti i dettagli.

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23 Comments

  • Reply Ileana 14 luglio 2016 at 13:25

    Ma l’ammmore che provo per te è infinito, sappilo!! Io invece ero una tavola da surf, magra piatta e oltretutto bassa. Avevo i complessi inversi ai tuoi però mi coprivo ugualmente. Ecco forse fino alla terza media avevo meno complessi e vivevo più libera. Adesso ho molti molti moltissimi complessi perché sono “cresciuta” e sono un pó più cicciona e mi vesto con roba larga e scura e difficilmente mi faccio vedere in costume dagli amici. Devo dire che il chinicachallenge è stato di grande aiuto in tutti i sensi e infatti adesso, anche se mi vesto sempre tipo suora, mi sono accettata per quella che sono!!! Quindi grazie grazie grazie Miriam.

    Ps: il chinicachallenge mi manca assai…ma non torna più? ?

    • Reply la cynique romantique 14 luglio 2016 at 13:33

      Mi ha fatto morire il “anche se mi vesto sempre tipo suora”. Grazie per il messaggio, non sai quanto mi fa bene. Per il #cinicachallenge mi sono resa conto di una cosa: non è mai iniziato e non finirà mai. Il cinichallenge è tutti i giorni, in ogni cosa che facciamo e che vogliamo fortissimamente. Solo magari ogni tanto ve lo devo ricordare, eh?

  • Reply g. 14 luglio 2016 at 13:28

    tanti cuori. tantissimi….da quella chiamata polpacciona o megapappagorgia dall’ex.

    • Reply la cynique romantique 14 luglio 2016 at 13:33

      Megapappagorgia pure ioooooo! (cuori anche a te)

  • Reply Erika 14 luglio 2016 at 13:31

    ho quasi pianto.
    no, è una balla: ho i lacrimoni e il nodo in gola.
    ciao.
    PS: brava. <3

    • Reply la cynique romantique 14 luglio 2016 at 13:33

      Piangere mai. Un mega sorrisone lo preferisco. Grazie bella 🙂

  • Reply Cinzia 14 luglio 2016 at 13:49

    Il mio (EX) fidanzato mi chiamava Nela, sempre per quel motivo dei polpacci. E io ho le braccia mollicce. E i capelli assurdi. E la cellulite da quando avevo quindici anni. E da quest’anno ho deciso che me ne frego, sonoramente, e stoddaddio. Il bello di invecchiare è proprio questo! 🙂
    Baci grandissimi. Bellissimo post.
    Cinzia

    • Reply la cynique romantique 14 luglio 2016 at 14:02

      Stoddaddio is the new black 😀

  • Reply Ilaria Giordano 14 luglio 2016 at 14:26

    Il dono della scrittura e dell’ironia (che hai) e la compagnia nella (ex) grande avventura delle braccia fasciate nel maglioncino, oggi sono un toccasana.

    Ti ho conosciuta attraverso un editoriale di Say Yep, da allora leggo con gran piacere quello che scrivi come si seguono le storie di un’amica cara.
    Ciao super Miriam, “Scoprirsi” is the new black! 😉

    • Reply la cynique romantique 14 luglio 2016 at 14:33

      Comunque se ogni volta che scrivo un post personale mi rispondete così io mi sa che butto giù un romanzo biografico a puntate. Inizio proprio dalla bisnonna, tipo. <3 grazie

  • Reply Paola 14 luglio 2016 at 17:54

    Ieri specchiandomi ho sentenziato che da qui all’eternità metterò solo gonne lunghe perché ho delle ginocchia orrende… Oggi leggo il tuo post dall’ufficio con la mia maglietta nera-maniche a 3/4 che mi fa sentire tanto bene e sorrido. Penso a quanta infinita ragione hai e a quanto male ci facciamo scioccamente, da sole. Grazie, con questo e il post sull’anello di fidanzamento dell’estate scorsa, hai vinto tutto!

    • Reply la cynique romantique 15 luglio 2016 at 06:45

      Quindi sei andata a comprarti una minigonna, spero!

  • Reply Valentina 14 luglio 2016 at 19:40

    Solo una cosa: grazie di averlo scritto 🙂

    • Reply la cynique romantique 15 luglio 2016 at 06:45

      🙂

  • Reply Sarinski 14 luglio 2016 at 20:17

    Bel post.

    • Reply la cynique romantique 15 luglio 2016 at 06:52

      Grazie a te per il messaggio 🙂

  • Reply #PROUDCINICA – la cynique romantique 15 luglio 2016 at 07:42

    […] ieri ho pubblicato il post sulle braccia ciccione non credevo che sarebbe successo quello che è successo. Non parlo tanto delle condivisioni […]

  • Reply dani 15 luglio 2016 at 11:15

    Si comincia a scoprire le braccia, si prosegue accettando di stare di profilo nelle foto… arriveremo anche a portare le gonne nonostante i polpacci. Il reggiseno è già stato ‘sbottito’ da qualche anno! Grazie, dopo aver letto ci sentiamo tutte un po’ meno sole, e molto più simili di quanto pensiamo. Un abbraccio!

  • Reply Caterina 15 luglio 2016 at 18:40

    Questo post mi fa bene. Tanto.
    Grazie Miriam.

  • Reply Roberta 15 luglio 2016 at 22:22

    Questo post è davvero stupendo. Io ti scopro solo oggi ed è un piacere. È vero, siamo tutte uguali in fondo ma è bello in un certo senso saperlo. Grazie davvero per averlo scritto. Un abbraccio ❤
    Roberta

  • Reply Rockngiu 16 luglio 2016 at 09:38

    Penso che sia uno dei post più belli che io abbia mai letto.. Una cosa: ma perché i genitori sono così? Un po’ stronzi? Mia mamma è riuscita a dire a me e mia sorella: non fate pallavolo che vi vengono le cosce grosse. A volte ripenso alla nostra infanzia e penso che siamo delle sopravvissute, potevamo essere ingoiate da mille complessi e invece no.. O meglio mia sorella che ha subito più di tutte le angherie di quella fissata, al momento se ne stra frega di qualunque cosa (forse troppo), io sì ho dei trucchi che mi aiutano a vedermi un po’ di più come dovrei essere: reggiseno imbottito per essere più proporzionata, niente schiena scoperta (scampata scoliosi), niente shorts troppo corti (mannaggia la cellulite).. Ma tutti questi complessi me li ha inculcati lei! Al momento il mio problema più grande è una pancia da donna al sesto mese, ma è un problema di salute la cui soluzione sarebbe troppo drastica, quindi me ne frego, mi tengo sto gonfiore e gli sguardi curiosi e soprattutto cattivi delle altre donne! In giro con un sacco di iuta mi rifiuto di andarci 🙂

  • Reply clara 14 giugno 2017 at 15:17

    io mi metto in costume senza problemi tanto dove vado io non mi conosce nessuno e spesso le straniere del centro europa (a pari età) sono più cesse. ma non riesco a mettermi la gonna e proprio no le braccia nude non ce la faccio, costringendomi alla mezza manica o maniche a 3/4 anche nella torrida estate milanese.
    ci riesco solo in viaggio, ripeto, dove non mi conosce nessuno e nessuno giudica ( e le mammotte mitteleuropee spesso non sono da meno).

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