La mia professoressa di scienze del liceo diceva sempre che avremmo dovuto essere più felici di ricevere una margherita che un mazzo di rose. Io romanticamente le davo ragione pensando alla semplicità di un fiore di campo da strappare sul momento per l’urgenza di dare amore. In realtà la sua teoria era molto più complicata -e scientifica- ma vabbè il senso è quello.
A me i fiori non li regala nessuno, ma mi piace molto regalarli. Le piante pretendono troppa responsabilità e davvero non me la sento (non me la sento di averle, non me la sento di regalarle). Ma i fiori si.
Dal fioraio non ci vado perché son poverella ma nonostante tutto sono riuscita a creare qualcosa con delle margherite Esselunga (sì, un po’ mi vergogno) e dello spago.

Queste margherite sono molto belle ma anche scomode: non sono come gerbere che concentrano il fiore solo in cima, ma in un solo ‘ramo’ hanno circa sei o sette fiori e tantissime foglie. Iniziamo da qui quindi, togliendo tutte le foglie (ne lasciamo solo poche in cima) e i fiori che si trovano più in basso (mica li buttiamo…facciamo un altro piccolo mazzolino).
Tagliamo un bel po’ di gambo

E iniziamo a chiudere il mazzo con lo spago. Più è largo meglio è, ma potete fare anche doppi giri con uno spago più sottile.

Potete chiudere il bouquet con un fiocco o semplicemente reinserendo lo spago all’interno in modo che non si vedano nodi.

Ora però non teneteli per voi. Regalate un fiore (o anche tre fiori, sette, quindici!).














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