#grazieperlapastiera | IL MOVIMENTO DELLE TORTE E DEI SORRISI

#grazieperlapastiera è nato per caso, un paio d’ore fa, in treno. Mentre me ne tornavo dai miei per Pasqua e scrivevo status sulla dieta, sulla vita che in queste settimane mi ha dato un paio di schiaffoni, sulla consolazione di passare del tempo a casa, in cucina.

Una ragazza di fronte a me, al telefono, con la voce commossa, ringrazia quella che credo sia una sua amica.

“E’ un periodo di merda. Da tanto non riuscivo a sorridere, tu oggi ci sei riuscita, davvero. Grazie per la pastiera.”

Grazie per la pastiera. Che vuol dire grazie per essermi stata vicina, grazie per aver usato due o tre ore del tuo tempo in quello che è il  gesto d’amore più antico e primordiale che siamo in grado di fare. Ti nutro per farti crescere, ti dono qualcosa di buono per farti godere un momento fuori dal mondo.

Per me da oggi nasce il #grazieperlapastiera movimento. Un movimento che gira il mondo (o anche il suo vicinato) per portare sorrisi. Se volete farne parte questa è l’idea:

1) preparate un dolce da regalare per portare un sorriso -non necessariamente una pastiera, va bene anche una torta o dei biscotti
2) fotografate il risultato
3) condividete la foto su instagram e twitter usando l’hashtag #grazieperlapastiera

Non è un contest. Non si vince nulla. Ma io inizio a impastare.

*nella foto le mani di mia nonna e le pastiere di mia mamma, nel 2011

5 COSE DA NON DIRE MAI A CHI SI SPOSA

1) L’INCUBO BILANCIA

Ma ti sei già messa a dieta, sì? No perché le spose in carne nun se possono vedè.

Sì, mi sono messa a dieta. La mia dieta funziona così: mi affamo per 5 giorni per poi ammazzarmi di cibo il sabato e la domenica. Lo so, sbaglio. Ma oltre al mio ragazzo io amo anche la pizza.

2) MA…NON E’ CHE…

Oh ma non è che sei incinta?

Questa ve l’avevo anticipata qui. Perché se hai meno di 30 anni e ti sposi ci dev’essere qualcosa sotto. No, davvero non si spiega. Cosa da non dire che si rifà pure all’incubo bilancia. Tipo “ah no? beh allora perdi peso cocca sennò sembri incinta”. No ma vi voglio bene eh.

3) IL PARENTE DIVORZIATO

Oh ma lo sai che mio cugino ha fatto indebitare i genitori per il matrimonio e dopo 6 mesi s’è lasciato?

Ecco, sì, lo so che viviamo in una società liquida e le relazioni non risultano salde e granitiche come anni fa, ma se eviti di mettermi ansia (e portare jella) saresti simpatica eh.

4) E QUELLO CHE FAI, NON LO INVITI?

Senti ma io quante persone posso invitare al tuo matrimonio?

Tipo…nessuna? Ehi, buondì! It’s my party and I’ll cry if I want to (ma anche no) e comunque levati di mezzo, io invito chi voglio. Ciao ciao prozia, ciao ciao amico della sorella del vicino di casa.

5) I CONTI IN TASCA

Ma come stai messa a soldi? Perché guarda che se pensi di fare le nozze coi fichi secchi ti sbagli proprio.

E mi sa che invece ti sbagli tu. Che io a budget sto messa male e se pensi di venire al mio matrimonio per mangiare con le posate d’argento ti deluderò. Da me si mangia tutto con le mani. Anzi, con le mano.

UNCONVENTIONAL HAPPENING | SAY YEP!

Say Yep sbarca a Roma (era ora!)

Un matrimonio è una narrazione. Una storia da raccontare che nasce da due persone e esplode con la decisione di gridare al mondo il proprio amore, di dire davanti a tutti che è per sempre.

Come editor & writer di Say Yep sarò a Unconventional Happening il 1 marzo per costruire insieme una nuova storia, quella dell’Unconventional Magazine. Un instant mag che creeremo insieme trovando ispirazioni in rete (e fra di noi) per far nascere una rivista non convenzionale sui matrimoni.

UN WORKSHOP PER CHI…
- vuole raccontare un amore
- ha voglia di sperimentare il lavoro in redazione
- ama fotografia, DIY e ispirazioni

Gli appuntamenti di UH sono tantissimi! Li trovate tutti qui. (Intanto io vi aspetto a Roma)

LA ROMANTIQUE

In un anno di silenzi interrotti solo da Under the Tree e Say Yep vi ho scritto più volte di aspettarmi perché avrei ritrovato presto il romanticismo.

Ho aspettato di avere la data scritta su un pezzo di carta per rendere la cosa ufficiale.
Niente giri di parole o discorsi troppo lunghi, per quelli ci sarà tempo nelle sedi opportune e ho già paura. Ecco, sta diventando difficile come quando l’ho detto ai miei.

FRA 5 MESI MI SPOSO. Cinque mesi precisi precisi.

No, non sono incinta -incredibile a dirsi ho scoperto che nel 2014 questa è ancora la prima domanda che ti fanno tutti alla notizia- e non chiedetemi di trovare motivazioni a una scelta che, per fortuna, non ha niente di razionale.

Ora immagino che i diversi gruppi di Whatsapp che vivono con me i preparativi (fra cui il gruppone di “Say Yep” e “Damigelle – ve tocca“) non ci resteranno male se condividerò anche con voi qualche anticipazione/ansia/richiesta.

ps: tranquillizzo chi ha paura che questo vuol dire 5 mesi di post dedicati allo zucchero a velo: la cynique non è andata in vacanza, anzi, serve una grossa dose di cinismo per mettere in piedi un matrimonio con il budget che abbiamo, ma questa è un’altra storia. Ve ne parlerò più in là.

foto di Viola Lepore, mia cugina, 15 anni di voglia di imparare a fotografare e un iPhone.

REGALI DI NATALE LAST MINUTE | IMPACCHETTAMENTO

Regali di Natale last minute? Nessun problema. O meglio, nessun problema se a casa abbiamo una busta di carta del supermercato (o dell’Ikea, le mie preferite) spago, carta argentata (alluminio da cucina) e la mitica, insuperabile colla a caldo!

Basta tagliuzzare la carta argentata come più ci piace. Ad esempio qui sopra ho creato dei semplici festoni, mentre su altri pacchetti (che vi farò vedere su instagram) ho costruito con tre triangoli sovrapposti un albero di Natale. E’ in assoluto la ricetta last minute più vincente, anche meglio dei timbri!

Ora tocca a voi. Spago, alluminio e buste di carta. Cosa creerete?

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