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COSA SERVE IN GRAVIDANZA ALLA FUTURA MAMMA

9 maggio 2018
Foto di Giuli&Giordi

Ad oggi siamo a tre amiche/future mamme che mi chiedono cosa devono avere per forza (i must have, diremmo noi) per l’arrivo delle creature. Ora, per evitare che si accattino tutte e tre i paracapezzoli di silicone o camiciole della fortuna ho deciso di fare due post: quello che stai per leggere è il must have della donna in gravidanza, non ci sono solo cose da comprare, ma anche racconti di come è andata, con l’obiettivo di tranquillizzarti se sei alla 10° settimana e continui ad addormentarti alle sette di sera. Spero di ricordarmi ancora tutto, in caso scrivimi/scrivetemi e aggiungo roba. Nel secondo post ti dirò quello che secondo me (lo ribadisco, secondo me) è fondamentale avere alla nascita del bambino e fino ai suoi 6 mesi di vita. Oltre non vado, visto che Matilda sta per farne 8 di mesi e diciamo che ad oggi i suoi bisogni non sono così diversi da un paio di mesi fa.

Alcuni dei link che ho inserito -quelli Amazon- sono affiliati, se non ti senti a tuo agio puoi copincollare la descrizione e cercarteli senza avere il collegamento, in caso contrario molte grazie.

Cominciamo proprio dall’inizio.

Preparati a fiumi di parole. In mezzo vi ci metto qualche GIF, che si sa, son fan.

 

Il primo trimestre

La nausea

Hai scoperto di essere incinta. Evviva! Hai la nausea. NOOOO! Per fortuna le mie nausee non sono state fortissime, e ho risolto mangiando poco e frequentemente, e tenendo in borsa crackers e pastiglie Leone allo zenzero. So che esistono in commercio anche medicinali -senza prescrizione- a base di zenzero che aiutano in questa prima fase, ti consiglio di chiedere un parere al ginecologo/alla ginecologa che ti segue se non riesci a smettere di vomitare. Perché insomma, non è così simpatico.

Il sonno

I primi 3 mesi di gravidanza io avevo solo sonno, tantissimo sonno, mi addormentavo davanti alla tv alle 20 di sera, prima ancora di cenare. La cosa assurda è che prima hai sonno per via degli ormoni, e poi avrai sonno per via del lattante. Per cui il mio consiglio è fòttitene. Hai sonno? DORMI.

 

Da subito la mia ansia estrema mi ha portato a comprare un cuscino per dormire. Mi avevano spiegato che per evitare dolori al nervo sciatico avrei dovuto dormire con un cuscino fra le gambe, ho colto la palla al balzo e preso un cuscino per l’allattamento in pula di farro. In realtà per quello specifico scopo l’ho trovato scomodissimo (pesa più di 2 kg!) ma dalla nascita di Matilda in poi è stato utilissimo! L’ho usato i primi mesi per allattare – prima di decidere che sì, potevo anche allattare sempre sdraiata – e tuttora lo uso come riduttore del lettino con le sbarre.

Il secondo trimestre

L’energia

Dice che nel secondo trimestre hai un sacco di energie. MAH. Io l’ho iniziato male, con piccole contrazioni costanti e dolorose che mi impedivano anche di salire in macchina (belle le buche di Roma, eh?). Ho risolto grazie alla mia dottoressa, che mi ha prescritto un integratore al magnesio che ho preso fino all’inizio del 9° mese. Quinto e sesto mese sono stati bellissimi, più che piena di energie (continuavo ad avere un sonno mortale, a cui si era aggiunta l’acidità di stomaco) prendevo sempre più consapevolezza di quello che stava succedendo, ormai tutti sapevano della gravidanza, e ho deciso di anticipare le ferie a giugno e farmi un viaggetto. Sono partita prima del previsto perché mi avevano messo il terrore della vacanza a luglio (robe tipo “io non riuscivo neanche a scendere le scale, figurati le scalette della piscina”). Ecco, a tal proposito, ricorda sempre di prendere con le pinze chi ti racconta in maniera tragica o drammatica parte della gravidanza. Io avevo già paura di ingrassare, ma poi mi avevano messo paura di diventare sempre nervosa, paura di non riuscire a camminare, paura di non dormire mai più, paura del mal di schiena. PAURAAAAAA!!

 

Siamo tutte diverse, per fortuna, e nonostante ora siano le mie scarpe/ciabatte preferite, vorrei ricordare che io sono stata vittima di questo terrorismo psicologico al punto da comprare le Birkenstock perché “ti si gonfieranno i piedi al punto che non ti entreranno più le scarpe” o addirittura “ho partorito da 6 mesi e ancora non riesco a mettere le scarpe di prima”. Ecco, per fortuna i miei piedi sono stati benissimo. Giuro che in viaggio di nozze con l’umidità al 90% i miei piedi stavano molto, molto peggio.

È il mio corpo che cambia

Io non mi sono MAI piaciuta MAI, ho sempre trovato il mio corpo brutto e sbagliato (poi a un certo punto ho deciso di smettere di vergognarmi e l’ho accettato, ma tant’è). In gravidanza è cambiato tutto. Mi guardavo allo specchio di continuo, e mi trovavo bellissima. Ho anche una spiegazione “scientifica” alla vicenda: ho i fianchi molto larghi e questa protuberanza in avanti li ha in qualche modo mascherati ed equilibrati. Insomma, con la panza ero una figa spaziale.

 

Complice il fatto di avere l’ansia da svaccamento ho anche preso poco peso (poi ho recuperato, ma ne parlerò nel secondo post) quindi ero come sempre + pancia = bona. La mia divisa era maglietta aderente (ADERENTE, IO!?) e jeans oppure vestitino corto, tutto H&M. Ma sì! Fasciatemi di cotone stretch, che tutti possano guardare la mia pancia, che per una volta nella vita non è un budino smollaccioso! Se sei nel periodo shopping frenetico ti consiglio di pensare anche al futuro e se devi comprare maglie o vestiti preferisci quelli coi bottoni: quando nascerà la creatura potrai riciclarle per allattare en plein air. Non devi per forza prendere robe premaman, la tua parola d’ordine ora dovrebbe essere: CHEMISIER.

Il terzo trimestre

La valigia per l’ospedale

Una cosa si può dire di me, ma non che non sia previdente. Prima di partire faccio liste e liste di cose da portare, riempio agende e quaderni di planning (poi ovvio, pianifico tutto e magari non faccio nulla) ma la parte dell’organizzazione mi piace davvero da morire. Quindi, quando mi hanno detto che dal 7° mese avrei dovuto pensare alla valigia per l’ospedale ho dato il meglio di me!

 

Prima cosa da capire è: che valigia mi porto? Io pensavo a un trolley, ma poi ho riflettuto sul fatto che spesso gli armadi degli ospedali sono stretti, e sarebbe stato meglio qualcosa di più morbido. Ho quindi optato per la borsa della palestra.

La cosa più importante, che tenevo sempre in superficie della valigia, era il raccoglitore, tipo questo, con dentro tutte le analisi fatte in gravidanza. Dietro consiglio dell’ostetrica del corso preparto, avevo inserito nelle prime pagine il gruppo sanguigno di entrambi i genitori, le analisi per poter far assistere il papà al parto (mi pare sia la salmonellosi), l’ultima ecografia, la visita anestesiologica per l’epidurale, e poi a scalare tutte le varie morfologica, flussimetria ecc…

Ora, preparati perché la lista che segue ha anche cose un po’ splatter, o realiste, ecco. Alcune/i di voi ci resteranno un po’ di sasso, ma diciamo che è la lista che avrei voluto leggere prima di preparare la valigia. Senza fronzoli, bella secca e dura:

Camicie da notte con i bottoni davanti e a maniche corte (ok, la data presunta era settembre, ma ho scelto le maniche corte a prescindere, mi avevano spiegato che è più comodo per eventuali flebo). Online se ne trovano di ogni tipo, ma ho preferito andare al mercato sotto casa in quei bei banchi dove si servono le nonne, e chiedere un paio di camicie da notte XXL.
– Vestaglia e ciabatte.
– Asciugamani viso, NO asciugamani per il bidet ma Panno Carta, da buttare ogni volta.
– Contenitore spray tipo questo, riempito di Napisan o altro igienizzante oppure salviette monouso come queste. Non sai in che condizione troverai il bagno dell’ospedale (nel mio caso ottima, non li ho mai usati).
Assorbenti post parto da usare con le mutande a rete e, in alternativa, le mutandine assorbenti Tena Lady. Qui ho fatto un errore: me ne sono portata solo 5, pensando che tanto nei giorni successivi Massimo poteva tornare a casa e farne scorta, non ho considerato l’eventualità che poi si è concretizzata: dalla rottura delle acque al parto ho continuato a perdere liquido (ne avevo tantissimo) e ho avuto continuamente bisogno di cambiarmi. Quindi porta tutte le scorte!
Coppette assorbilatte. Io ero convinta di fare la furba ecologista e ho comprato quelle di bamboo lavabili. Per il mio seno piccolo erano esageratamente grandi e non facevano il loro lavoro. Ora le ho riciclate per pulirmi il viso (eheh) e consiglio quelle, super comode, della MAM. Non ti metto il link diretto MAM perché non c’è la confezione, che invece qui si vede.
Reggiseno per l’allattamento. Ne ho comprati diversi, perché ho aumentato molto la taglia in allattamento, ma in realtà la loro funzione “allattamento” ovvero il fatto che abbiano dei gancetti che consentano di staccare la parte davanti, non l’ho mai usata. Quindi in sostanza io consiglio qualsiasi reggiseno in cotone, senza coppa e senza ferretto, se li vuoi da allattamento puoi prendere questi di H&M con cui io mi trovo benissimo, altrimenti so che anche Boob ha dei buoni prodotti.
– Bottigliette dell’acqua (per bere) e pacchetti di crackers. Non mettete i crackers troppo in fondo, altrimenti al nono mese avrai il pan grattato.
– 1 bottiglietta d’acqua tipo Levissima Issima. In caso di parto naturale e punti, ti servirà per lavarti. In alternativa puoi fare come Chrissy Teigen e comprare l’affare per arrivare a lavare il perineo. Fai tu!


Beauty case con quello che potrebbe servirti: spazzolino, dentifricio, elastici per capelli, spazzola, liquido per le lenti se sei cecata come me, occhiali di riserva sempre per cecatone come me, segui il consiglio del tuo medico per il detergente intimo, io ho usato questo e l’ho usato anche per il resto del corpo mentre ero ricoverata.
– Porta monete pieno di spicci, in caso qualcuno debba andare alle macchinette per prendere qualcosa, o al bar.
– Cambio per uscire dall’ospedale: slip, magliette, felpa, calzini, scarpe comode, leggings. Eventuale cambio se il papà dorme in ospedale (come nel mio caso).
–  Cambi per il bambino.

I cellulari e i vari carica batterie dei telefoni non li ho inseriti subito in borsa (non ne ho di riserva) ma ho scritto un foglio gigante sulla porta: CELLULARE, CARICA BATTERIE E POWER BANK! Ha funzionato 🙂

Sì, ma come vesto un bambino appena nato?

Sono stata lunga, facciamo che ne parlo nel prossimo post!

 

[Foto di copertina di Giuli&Giordi]

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I VESTITI DI PAILLETTES PIÙ BELLI PER UN MATRIMONIO A CAPODANNO

2 novembre 2017
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Mi avevano avvisato che la maternità avrebbe portato con sé milioni di ore spese su Netflix. E chi sono io per smentire questa consuetudine? Ho iniziato con i documentari (Chef’s Table del mio cuore) per poi passare alle docufiction, ai film (aaaw Okja!) ma alla fine sapevo che sarei cascata con tutte le scarpe in un bel guilty pleasure trash, ed eccomi felice come una pasqua a fare la maratona di RuPaul’s Drag Race!

RuPaul’s Drag Race è un reality show arrivato alla 9° stagione che, puntata dopo puntata, porta all’elezione dell’America’s Next Drag Superstar. Seduta sul divano mi faccio delle mangiate enormi di puntate che, sia chiaro, non sono solo risate e intrattenimento ma anche momenti piangeroni, tipo la drag che racconta di essere stata abbandonata dalla madre alla fermata del bus a 3 anni e io così:

Ma se guardiamo al lato frivolo, possiamo dire che è tutto un fiorire di contouring, parrucche, piume, tacchi altissimi, tette finte e paillettes. Appunto, PAILLETTES. Fra gli sponsor della trasmissione c’è un sito che è tutto un programma: sequinqueen.com. Il che mi ha riportato alla mente uno dei miei sogni più grandi: un matrimonio di Capodanno!

Sposarsi a Capodanno è una cosa bellissima

Perché libri tutti i tuoi amici dall’ansia del “cosa facciamo quest’anno”, e li riunisci in un evento in cui si beve e si mangia AGGRATISE!

Qualche tempo fa avevo tirato fuori anche delle ispirazioni qui sul blog, con l’obiettivo di spingere qualcuna di voi a scegliere proprio il 31 dicembre come giorno del grande SÌ. Beh, io ce l’ho messa tutta (o meglio, ce la metto tutta since 2012) ma qui ancora nessuna è riuscita a convincere la sua migliore amica.

In attesa che voi affiliate gli artigli e torniate alla carica, ho deciso (non sia mai vi trovaste impreparate) di farvi una shortlist di abiti di paillettes perfetti per un matrimonio a Capodanno. Ah, ovviamente nella lista non troverete il mio abito di paillettes color bronzo perché (SORRY LADIES) è stato disegnato da me e cucito da mia nonna. Potete vederlo qui sopra mentre lo indosso accanto al mio neo marito, o in diverse versioni sul sito di giuliegiordi.

5 ABITI DI PAILLETTES PERFETTI PER UN MATRIMONIO A CAPODANNO

Premessa: ricordate sempre che non è il vostro matrimonio, ma che siete semplici invitate. Quindi la prima cosa da fare se si decide di optare per un abito di paillettes è essere certi che la sposa non ne indosserà uno e, ovviamente, optare per colori che non possano davvero lasciar intendere che vogliate rubarle la scena.

L’INVITATA COL CONTO IN ROSSO

Ok, senza la maglia della salute sotto sennò fa davvero poraccia (poraccia per un matrimonio, sia chiaro). 20 euro e passa la paura, no? Lo trovi qui.

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L’INVITATA CHE HA VINTO AL TOTOCALCIO

Potevo dire “ricca” ma sta cosa del Totocalcio faceva tanto vintage e l’ho lasciata. Questa tutina è VITA, io me la comprerei subito, anche solo per girare per casa. Mi piace tutto: il colore, la lunghezza dei pantaloni, lo scollo profondo. Tutto. La trovi qui

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L’INVITATA BALLERINA

Abito corto, che si muove e scopre le gambe per un charleston che dura tutta la notte. Lo trovi qui.

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L’INVITATA DRAMA QUEEN

Ho sempre sognato di calcare un red carpet. Visto che la vedo dura, l’alternativa è andare a un bel matrimonio elegante, immaginando che quei flash sono tutti pour moi. Lo trovi qui.

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L’INVITATA DISCODANCE

Se sei rimasta nei ruggenti anni ’80 e vuoi convincere il DJ a spaziare dalle Pointer Sisters al Gioca Jouè, questo è l’outfit che fa per te. Lo trovi qui.

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Ok, vi ho raccontato del reality più bello di sempre, vi ho ricordato quanto sia bello un matrimonio a Capodanno, vi ho fatto la lista degli abiti perfetti. Se ora vi presentate vestite di bianco ve le buco quelle paillettes!

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PIPPA MIDDLETON SI È SPOSATA. OLÈ.

20 maggio 2017

L’aspettavamo al varco. No, non sto usando il plurale maiestatis. Eravamo io e tutte quelle che la ritenevano colpevole di aver fatto credere a tanta, troppa gente, che ci si può vestire di bianco ai matrimoni altrui (ma invece NOI sappiamo che non si può, vero?).

Il preambolo: Pippa Middleton, 33 anni e sorella minore della Duchessa di Cambridge Catherine Middleton, si è unita a giuste nozze oggi con il finanziere James Matthews, di anni 41. Il matrimonio si è svolto nella campagna inglese e la cerimonia nella casa di famiglia di Middleton. Dai, bellino.

Prima di entrare nei dettagli sulla sposa e sul suo abito, iniziamo con il grande schiaffo morale di Kate, perfetta nel suo vestito rosa antico che -cappellino intollerabile a parte- è di una bellezza incredibile, richiama molto la moda fra i ’30 e i ’40 e, ma non c’è da stupirsi, le sta d’incanto. Questo rimette subito Pippa al suo posto: sì, ok, ti sei vestita di bianco al mio matrimonio, diciamo un po’ come una sorellina piccola che getta i fiori nella navata. TIÉ.

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A Kate va anche il premio SORELLA DELL’ANNO perché, Dio santo, stiamo parlando della futura Regina d’Inghilterra. E guardatela qui.
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Beh, che la critica abbia inizio.

Pippa ha deciso di indossare un abito regale. Di quelli che se ne vedono molti in giro. Pizzo pizzo pizzo. Noia? Mmm no. Incredibilmente dico no.

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Sì, è vero, il movimento della gonna è estremamente simile a quello della sorella (se non, EHM, uguale) ma la manica corta, il collo alto, la schiena scoperta. Lo so, negli ultimi 5 anni avremo visto centinaia di abiti così, ma nessuno (diciamolo) con questa stoffa. Qui è il pizzo a fare la differenza. Ed è mozzafiato. Ma ricordate che mi chiamano Jessica Fletcher, ed ecco che son riuscita a individuare un dettaglio trashissimo. Il brillantino sul velo, ladies and gentlemen. IL BRILLANTINO. (O perline? È trash lo stesso!)

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I capelli di lei? Né carne né pesce, ma li preferisco allo sciolto della sorella. E soprattutto, li preferisco al ciuffo sfigato di lui. Che osa -anche troppo- coi colori dell’abito. Però quel sorriso, ma quanto è carina lei? Mai vista così bella.

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Perché, famo a capisse, io i colori di questo matrimonio non li ho capiti. Ok, abbiamo il verde chiaro (fiori, pantaloncini dei paggetti) e il rosa (fusciacca delle damigelle, abiti delle donne di casa Middleton) ma quindi sta cravatta bordeaux con il gilet celestino che cavolo c’azzeccano?

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Momento poraccitudine: il cuore di fiorellini tristissimi. Porello George, costretto a sopportare tutto questo.

E gli invitati? Come sempre la Gran Bretagna ci dona delle vere perle.

Colloquio di lavoro a sinistra incontra mojito sulla spiaggia (con orologio) a destra. Una roba da capocciate nel muro. Voto: 3

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Vi prego, trovatemi una e dico UNA cosa giusta in questo outfit. Non so se è peggio la borsetta per fare la spesa o la calza trasparente con il sandalo aperto. Voto: 1

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No vabbè io ci rinuncio. Davvero. Voto: 0

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Concludo saltando a piè pari il commento per l’orrido vestito della mamma della sposa (ma poi perché tutte in rosa? Ma che è?) e dandovi invece un appuntamento. Ci si vede al matrimonio dell’ultimo fratello Middleton. MA CIAO JAMES MIDDLETON, can’t wait di vederti ancora 🙂
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Vi segnalo sul Telegraph il video del matrimonio, che non potete perdere.

wedding

ZOSIA MAMET SPOSA IN NERO. E PER ME È UN GRANDE NO.

5 dicembre 2016
zosia mamet vogue

Ci voleva una sposa in nero per farmi riprendere le mie invettive matrimoniali.

Ma prima di addentrarci oltre iniziamo da due fondamentali punti di partenza:

  • Se sei una sposa, puoi fare quello che vuoi
  • Se dai l’esclusiva a Vogue impedisci a noi comuni mortali di analizzare tutto il tuo matrimonio, noi ci arrabbiamo.

Procediamo. Chi sono.

Zosia Mamet alle più sarà sconosciuta. O meglio, a tutte è sconosciuta, a meno che voi non abbiate visto assiduamente Girls, e anche allora vi dovrò dire che è l’attrice che ha la parte di Shoshanna.

Chiarito questo, aggiungerò che Zosia Mamet si è sposata qualche tempo fa -il 1 ottobre, ma le foto sono state diffuse solo a fine novembre- con Evan Jonigkeit. Anche questo nome potrebbe non dirvi nulla, anzi, sicuramente non vi dirà nulla. Posso solo consigliarvi di googlarlo.

Zosia Mamet racconta a Vogue come ha organizzato il suo matrimonio: ha scelto un posto lontano ma non troppo, particolare al punto giusto, si è affidata a un duo di wedding planner e ha scelto con le amiche il suo vestito.

Ecco, veniamo al vestito.

“Volevo qualcosa di comodo, e non volevo vestirmi di bianco” dice Zosia a Vogue.

Ok, ci siamo, ma da qui a scegliere un abito nero -Givenchy- ce ne passa. HEY, WAIT: io non critico la scelta di vestirsi di nero per sposarsi. Come ho detto prima, tu sei la sposa e sei la vera boss di quel giorno. Puoi fare quello che vuoi.

Quello che mi dispiace -da spettatrice, ovviamente- è che in assenza di un abito da sposa mi ritrovo a guardare le foto e pensare di trovarmi di fronte a un banale servizio patinato “coppia elegante in mezzo alla nebbia” che ha la sua vetta matrimoniale più alta in “amici con temporary tattoo” (WELCOME TO 2014). E non è finita. Fra gli scatti ce n’è uno di Zosia che cambia abito e mette un Kate Spade, ma ci fa vedere solo un pezzetto, niente di più. PERCHÉ, dico io, perché? Come faccio a soddisfare la mia brama di sapere?

Sposa, ti rispetto, ma voglio di più (come diceva Britney).

In conclusione: queste 13 foto non mi bastano. Capisco la volontà di tenere la maggior parte dei tuoi scatti e della tua giornata per te, e mi piace il fatto che nello slideshow Zosia parli in prima persona, come a voler aprire l’album delle sue nozze per raccontare quel momento. Però, ci sono dei però. Alla fine della fiera quel pezzo di Vogue mi sa di enorme spot: per la location, per le wedding planner, per la gioielleria, per la band, per il fotografo e addirittura per gli sposti stessi. E dire che a voler fare un matrimonio alternativo – e uso questo termine vista la scelta degli sposi di dare a Vogue la foto della testa rasata dell’amico artista, come a dire che loro sono hipster, boh- ci vuole davvero poco. Avete visto l’abito di Valentino indossato da Dianna Agron il giorno del suo matrimonio? Ecco.

Una foto pubblicata da Darren is Hedwig (@gleecastnew) in data:

La foto di Zosia Mamet + marito è di Tommy Agriodimas, amico della coppia. Trovate tutto il servizio su Vogue.

PEOPLE

#PROUDCINICA

15 luglio 2016
image1 (1)

(Lo so, l’immagine è sfocata e fa cagare, c’ho un marito capra a fare le foto, ma ha tante altre buone qualità)

 

Quando ieri ho pubblicato il post sulle braccia ciccione non credevo che sarebbe successo quello che è successo. Non parlo tanto delle condivisioni (post più letto in assoluto, più condiviso in assoluto, con più commenti in assoluto, insomma IN ASSOLUTO). Ma del fatto che tante di voi mi hanno scritto per raccontarmi la fatica che fanno anche oggi per accettarsi ogni giorno.

Alcune mi hanno scritto di aver pianto (giuro, non volevo) altre di aver riportato alla memoria cose nascoste in un angolo del cervello dall’infanzia.

Per la prima volta, più che con il #cinicachallenge, ho sentito di aver fatto qualcosa che in qualche modo può aver aiutato qualcuna di voi. È una bella sensazione. 

Quindi ora perché ora non fate lo stesso anche voi? Ispirate qualcuno a non vergognarsi più!

Questa mattina ho mandato la newsletter (iscrivetevi qui) per lanciare l’hashtag #proudcinica.
Funziona così:

1) Fate una foto di qualcosa di cui non vi vergognate più (non deve essere per forza qualcosa di fisico)

2) Seguite su Instagram @lacyniqueromantique e @alberodelriccio e taggate i due account nella foto

3) Raccontate nella descrizione il vostro percorso, ispirate altre persone a smettere di vergognarsi!

Prima di un nuovo weekend di luglio, facciamo girare la parola bellezza, diciamola alle nostre amiche che si infagottano e che rinunciano a una giornata in spiaggia con noi perché si vergognano.

Io sarò onorata di avere l’autrice della foto/racconto che mi colpirà di più e un suo accompagnatore/accompagnatrice ospite proprio de L’albero del riccio per un weekend. A lei riserverò SUD, l’appartamento più bello in cui ti svegli la mattina guardando il Lago Trasimeno.

Avete tempo da oggi, 15 luglio 2016 a domenica 24 luglio 2016.

Daje, fatemi vedere il vostro lato #proudcinica!

EDIT: È Chiara la #proudcinica che ho scelto! Qui c’è il post dell’annuncio che ho fatto su Facebook 🙂