5 IDEE PER L’ADDIO AL NUBILATO

Ieri ho scritto i 3 MOTIVI PER SCEGLIERE UN ADDIO AL NUBILATO VOLGARE (ma anche no), ma non potevo lasciarvi così, con tante critiche e nessuna soluzione. Bando alla volgarità, ecco le mie soluzioni.

La vera grande domanda è: cosa vuol dire per voi “addio al nubilato”? Perché insomma, io mi ergo spesso a conoscitrice dell’unica verità, ma alla fine lo so che non è vero. E allora per me addio al nubilato vuol dire stare insieme alle tue amiche del cuore e divertirti. Quando dico cuore, quindi, intendo che per me non si deve arrivare a 20-30 persone, ecco. 

5 IDEE PER L’ADDIO AL NUBILATO

1) POLAROID DAY 

Comprate o fatevi prestare una macchina per istantanee. E tante, tantissime pellicole. Trovate uno sfondo naturale adatto, che sia particolare e diverso. Ad esempio un bel muro di street art nella vostra città. A fine serata tutte a bere un buon bicchiere e a comporre un album unico resterà nelle mani della sposa.

A Roma potete andare nel quartiere Ostiense, dove si trovano alcuni fra i lavori di street art più grandi e particolari della città (anche a Tor Marancia ci sono, ma non sono altezza uomo). Il bicchiere poi bevetevelo da Co.So. al Pigneto, locale che propone drink insoliti e preparati ad arte.

2) CENA STELLATA

Per vere amanti del genere. Qualcosa che magari non avreste pensato di fare, perché la cifra è spesso proibitiva, ma che l’occasione dell’addio al nubilato può farvi scoprire. Sarete coccolate dall’inizio alla fine, alla scoperta di sapori mai provati prima. Di sicuro sarà un’esperienza che non dimenticherete mai, e farla con le amiche del cuore regala a tutte un ricordo unico.

Vico Equense (NA) il ristorante Torre del Saracino di Gennaro Esposito propone un menù 2 stelle Michelin con sconto giovani (e poi, visto che vi trovate lì, bel fuori porta a Sorrento e weekend di mare!). A Roma non potete non andare a Il Tino di Ostia di Daniele Usai, una nuova stella Michelin semplice perfezione a un prezzo ragionevole.

3) MUSICAL

Qui gioco in casa. Io adoro i musical ma ho sempre trovato difficoltà a incontrare qualcuno che volesse vedere insieme a me uno spettacolo (cioè io ce l’avrei pure l’amico del cuore da portarmi a teatro ma viveva in Australia fino a una settimana fa, ora vive a Londra e stiamo già fissando gli spettacoli da non perdere). Un musical è uno spettacolo vero, di cui godere in pieno. Se non finisce troppo tardi, o se scegliete la visione del pomeriggio, potete unire anche in questo caso una cena o una buona venuta fuori.

A Milano sta per arrivare Dirty Dancing il musical, non so se fidarmi, ma di sicuro le battute le sapete tutte a memoria. Firenze in autunno è il turno di Billy Elliot al Teatro Verdi. Nella mia wishilist c’è Londra e The Commitments. Sta per arrivare anche il musical di Smash. Per quello sono pronta a prendere un volo intercontinentale.

4) CORSO DI TRUCCO E PARRUCCO

In un mondo di tutorial, riuscire a imparare qualcosa dal vivo può essere rivoluzionario. Perché quindi non organizzare un mini evento solo per voi per creare un’acconciatura estrosa o un trucco diverso dal solito, e poi uscire bellissime, a conquistare il mondo?

A Roma potete essere così fortunate da incappare nei corsi gratuiti di Riccio Capriccio e del suo Club delle Impedite. Qui posso garantire. Bicchiere di vino in mano, amiche tutte intorno, e tanto divertimento!

5) BRA FITTING

Tutte a casa con un reggiseno su misura. Questo succederà dopo una sessione di bra fitting (che lo so, dal nome sembra un nuovo tipo di sport). Mi ci sono imbattuta quando cercavo disperatamente della lingerie su misura. Non posso ancora garantire, non ho mai fatto bra fitting, ma sono davvero curiosa e soprattutto sì, sono una di quelle donne a cui il reggiseno va sempre troppo largo, troppo stretto, troppo che non va bene.

A Roma Pati Jò organizza fitting parties (con prosecco).

MENZIONE SPECIALE PER:

- GIORNATA ALLA SPA

Già sentita? Noiosa? Dite quello che vi pare ma a me una giornata per staccare serve sempre, e farlo con le amiche vere non può che farmi bene. Non abbiate paura dell’intimità: anche in città, molte Spa o Hammam consentono di affittare la struttura a un prezzo speciale proprio in occasione di feste o addii al nubilato. Fra bagni turchi, relax, idromassaggio, thè e frutta fresca si può iniziare la giornata qui e poi continuare con un aperitivo o una cena tutte insieme.

A Roma non posso che consigliare l’attenzione e la cura di Mira, del Templum Salutis, nel quartiere di Torpignattara.

 - GITA FUORI 

Con le amiche di sempre non si può che rivivere la gita del liceo. Cartina alla mano, lingua straniera parlata malissimo (scegliete un posto che nessuna di voi conosce!) alla scoperta di una città lontana che resterà per sempre il punto sulla cartina della vostra amicizia.

Io ormai mi muovo solo con Airbnb e Skyscanner. Se dovessi proporvi una meta insolita e bellissima sarebbe Amburgo.

3 MOTIVI PER SCEGLIERE UN ADDIO AL NUBILATO VOLGARE (ma anche no)

Premessa: non sentirti attaccata se sei una sposa che ha subìto un addio al nubilato pieno di volgarità, o sei l’amica che l’ha organizzato. Magari hai davvero pensato che quello fosse l’unico modo per divertirsi. Ti perdono.

Entrando nel favoloso mondo dell’adultità ho scoperto un’usanza immonda: addii al nubilato a tema PENI (sì, chiamiamoli peni, va).

Pensavo che fosse una cosa di moda fra le persone diverse da me. Dove per “diverse da me” intendo persone a cui piace andare a vedere gli spogliarelli. E invece mi sono dovuta ricredere. È ormai una moda consolidata, pare l’unica possibilità di festeggiare una quasi sposa. Ma il fatto che sia qualcosa di ormai assodato non deve fermarci dal dire basta!

Perché costringere una ragazza a coroncine/collanine/veli con applicazioni di piccoli peni? 

Ho provato a pensare al ragionamento che c’è dietro la scelta di un addio al nubilato volgare da parte delle amiche della sposa.

3 MOTIVI PER SCEGLIERE UN ADDIO AL NUBILATO VOLGARE

1) Pensi che sia la sua ultima possibilità prima del matrimonio, una sera in cui deve darsi da fare con più ragazzi possibili.

Whaaaat? Ma che davvero? No, per favore non ci credo proprio che pensiate sinceramente che la vostra amica non veda l’ora di buttarsi su ormoni unti e palestrati. Prendiamo il peggio dell’addio al celibato: l’idea che il futuro sposo debba andare a spogliarelliste prima entrare nella prigione matrimoniale. Aborro.

2) Sta per conoscere le gioie del sesso e ha bisogno del tuo aiuto.

Questo forse è peggio, perché presuppone che siamo di fronte a una ragazza illibata, che non sa neanche come è fatto, un pene, e quindi viene presa in giro dalle amiche che nell’occasione la erudiscono sui DOs&DONTs delle pratiche erotiche. Welcome to 1915.

3) Ti piacciono i peni finti, ti diverte la volgarità.

Oh, può essere eh. Però magari prima assicurati che anche la sposa abbia questa predilezione. E che le piaccia soprattutto andare in giro per la città mostrando a tutti queste…cose…vabbè non so più neanche come chiamarle.

Bene. Abbiamo esaminato il perché. Se sei d’accordo con uno qualsiasi di questi ragionamenti ti chiedo scusa per la mia veemenza e ti auguro una gioiosa festa.

Se invece stai continuando a leggere ti ringrazio per la pazienza. Questo post è davvero troppo lungo e mi fermo qui. Ma domani arrivano le 5 IDEE PER L’ ADDIO AL NUBILATO (senza volgarità).

3 ALLENAMENTI A SETTIMANA PER 8 SETTIMANE. HO INIZIATO IL MIO #CINICACHALLENGE

Di solito questo tipo di post si fanno prima di iniziare una sfida. Ma visto che non sapevo se sarei riuscita a arrivare neanche alla fine del primo allenamento, ho preferito aspettare la fine della prima settimana.

Se mi seguite su Instagram e su Facebook avete già intuito cosa sta succedendo. Ho deciso di sfidarmi, è partito il #cinicachallenge. Lo so, queste cose funzionano meglio in gruppo. E infatti -grazie a un post Facebook di Francesca Marano (se ancora non la conoscete, conoscetela), mi ero iscritta alla Up&Running 5k un paio di mesi fa. L’idea era davvero bella: 8 settimane di allenamento per principianti (davvero principianti) che per tutto il periodo del corso avevano la possibilità di avere dritte (video) dall’allenatrice, e uno spazio forum dove conoscersi e raccontare i propri progressi. Una cosa che doveva riuscire a stimolare a non mollare, grazie alla forza del gruppo. 

Io corro qui. Parco ex Snia sulla Prenestina, a Roma.

Ma sarà che per me lo strumento Forum è davvero antico (non ne sono mai stata parte attiva), sarà che non avevo davvero avuto la forza di iniziare, bloccata dal lavoro e dalla pigrizia. Fatto sta che dopo il primo (sì, il primo) allenamento avevo mollato tutto.

Se c’è qualcosa che mi ha insegnato quel corso, è stata però la consapevolezza di potercela fare.

Così ho aspettato il momento giusto. Ed è arrivato un martedì all’una di notte. Ero già nel letto. Occhi spalancati, insofferenza. Mi giravo e rigiravo e non riuscivo a scacciar via dalla testa una frase:

<La cosa più difficile è allacciare le scarpe, tutto il resto verrà naturalmente>

Mi sono alzata dal letto, ho cercato per casa dei post-it. Il cane mi guardava con aria interrogativa. L’avevo svegliato e non capiva cosa stesse succedendo.

Ho deciso di seguire lo schema di Up&Running: 3 allenamenti a settimana per un totale di 8 settimane. Ho scritto 24 numeri. Li ho attaccati sulla porta della camera da letto. Ho presto un altro post-it, uno per ogni settimana, e ho scritto delle frasi di incoraggiamento. Tipo Wow! (ehm, sì, ho pensato potessero essermi utili). Ho preso il centimetro da sarta. Mi sono misurata. Ho scritto i numeri nell’agenda. Ho puntato la sveglia per il giorno dopo alle 7.

Metodo dei post-it motivazionali inventato all’1 di notte.

Ora è passata la prima settimana.

C’ho l’acido lattico che mi scorre nelle vene, mi sono -un po’- abbronzata, tornata dal parco mi faccio pure 10 minuti con queste pazze scatenate di Tone It Up, mi sento bene. Fra i commenti al mio post di Facebook, Valeria mi ha consigliato di leggere questo post per conoscere il BBG di Kayla Itsines, ma mi sembra waaay more esagerato rispetto a quello che riesco a fare :) .

Il mio primo bigliettino/pacca sulle spalle dice You made it!. In realtà ho solo allacciato le scarpe, tutto il resto è venuto naturalmente.

COME VESTIRSI PER UN MATRIMONIO

SI

- Scarpe con tacco medio. Sarete in piedi a lungo, ballerete. Non c’è bisogno di costringervi a trampoli importabili. Lasciate soffrire la povera sposa.

- Mini clutch. Dovete portare con voi il cellulare per instagrammare selvaggiamente, cipria e rossetto per piccoli ritocchi. Basta. Non serve il borsone da palestra.

- Capelli a posto. Sembra scontato ma non lo è. Andate sempre dal parrucchiere prima della cerimonia. Quel finto scompigliato che siete convinte di saper fare benissimo in realtà nelle foto vi farà sembrare appena scese dal letto.

- Pochi gioielli, ben proporzionati. Che vuol dire che i vostri amati orecchini a lampadario rischiano di impigliarsi nel pizzo del vestito della sposa mentre ballate.

Non prendetemi in giro, c’ho messo tipo un’ora a fare sta roba che è pure venuta malissimo. Ma volevo darvi il senso di quello che ho scritto.
Vestito corto Lazzari – vestito lungo Asos – Borsa Ted Baker – Scarpe Asos (ma devo dire che muoio anche dietro a queste)
 

NO

- Mai vestirsi di bianco. MAI. Neanche bianco corto, neanche pantaloni bianchi. Il bianco se sei invitata è un grandissimo NO, ma soprattutto un’incredibile mancanza di rispetto nei confronti dell’unica persona che si vestirà di bianco. (Quindi bianco sì solo se andate al matrimonio della vostra peggior nemica e a quel punto fate le cose in grande -versione odio medio, versione odio vero-).

- No alle trasparenze, no alle gonne inguinali. Ricordate che non è il vostro giorno. E’ giusto voler essere bellissime, è ingiusto -e volgare- voler essere prime donne.

- I reggiseni con le spalline di silicone sono la cosa più indecente inventata nell’ultimo secolo. Forse più indecente delle scarpe con la punta quadrata. Quindi evitate. Ne va della vostra reputazione.

- Attenzione ai cut-out. Sì, ok, vanno di moda. Ma avete presente cosa rischia di essere un pranzo di nozze? Volete Far esplodere il vostro stomaco in quel triangolino proprio sopra la pancia?

 

Questo è un post rivisto e corretto che ha preso il via dalle indicazioni che ho dato a Zankyou per questo contributo collettivo.

FAI LA VALIGIA, METTI DENTRO UNA INK YOUR TRAVEL

Conosci Silvia? Beh se mi segui da un po’ sono certa di sì. Silvia è un’amica che ho incontrato dentro quel contenitore spaziale che è Cosebelle magazine e che ho coinvolto in un progetto del cuore come Under the Tree. Nel frattempo lei ha creato i diari della lambretta in cui racconta dei suoi viaggi su due ruote ed ora è qui per portarci in un nuovo capitolo della sua vita (e della sua arte).

Insieme a Irene di Viachesiva Silvia ha realizzato delle tee per vere viaggiatrici (donne). E già il fatto che abbia pensato alle ciniche romantiche là fuori per me è un bellissimo colpo al cuore. Ho chiesto a Silvia e Irene di raccontarmi la nascita di Ink Your Travel

Come nasce l’incontro fra i diari e viachesiva e la voglia di creare questo progetto insieme?

Irene / viachesiva: Nella mia testa l’idea è nata qualche anno fa. Amo tantissimo le magliette come capo d’abbigliamento ma anche come forma di espressione, e non ne trovavo nessuna che esprimesse la mia passione per il viaggiare. Così ho pensato di crearle. E quando ho incontrato Silvia e i suoi disegnini è scattato qualcosa: gli ingredienti c’erano tutti, bastava iniziare a impastare! Così qualche mese fa ci siamo messe al lavoro e la sintonia è stata incredibile fin dall’inizio e su tutto. Quando l’incastro è così perfetto il risultato non può che essere soddisfacente (e divertente!).

Silvia i tuoi disegni sono ormai iconici, li conosciamo bene. È qualcosa che fai direttamente in viaggio, con taccuino in mano o un percorso di sintesi e raccolta una volta tornata dai tuoi viaggi?

Silvia / i diari: Purtroppo mentre viaggio non ho mai il tempo che vorrei per fermarmi e disegnare con calma. Fotografo e prendo appunti, scarabocchio e infilo nella borsa biglietti della metro, volantini, biglietti da visita di ristoranti. Poi a casa rimetto tutto in ordine, seleziono, disegno. Ora che sto iniziando a sperimentare con gli acquerelli vorrei provare a creare qualcosa mentre viaggio (ma ehi il bagaglio in lambretta é veramente ridotto al minimo).

Qual è stata la prima tee che avete pensato di disegnare?

Silvia / i diari: Irene mi ha dato una lista (qualcuno é maniaco di liste qui, sì) di spunti, da cui sono partita a pensare ai possibili disegni. Abbiamo cercato di interpretare quattro diversi approcci al viaggio, e in futuro ci piacerebbe presentarne anche altri. La primissima che ho disegnato é stata poi scartata in realtà, spero che venga ripescata al prossimo giro. Raccontava di mondi nascosti da scoprire. Di quelle che vedete, Wanderlust é stata la più veloce ad essere realizzata. Proprio idea, schizzo di prova, disegno finale. Just go quella che ho rifatto più volte, ma la prima che mi sono immaginata: l’idea della strada, del roadtrip, del prendere e mettersi in cammino non poteva non esserci.

Irene / viachesiva: Just Go è la prima che ho pensato, le altre poi sono nate a ruota, è bastato fermarsi a pensare. E la cosa bellissima è che dai miei spunti Silvia ha disegnato esattamente le immagini che avevo in testa. Quando li ho visti per la prima volta è stato tipo un déjà vu.

Le tee sono per sole viaggiatrici donne. Pensate che il modo di affrontare un viaggio e un’avventura sia diverso fra uomo e donna?

Silvia e Irene:  Le tee sono per sole viaggiatrici donne solo per una questione pratica in realtà. All’inizio avevamo intenzione di stamparle sia da uomo che da donna. Poi, una volta ultimati i disegni, li abbiamo trovati molto femminili, e non eravamo sicure che agli uomini sarebbero potute piacere. Quindi abbiamo optato per la modalità preordine: se un uomo vuole comprare un Ink Your Travel ci manda via mail taglia e modello e appena raccogliamo un numero ragionevole di preordini li mandiamo in stampa.

Irene/viachesiva: Penso comunque che le donne e gli uomini abbiano un modo diverso di viaggiare. Gli uomini vedono il generale, le donne il particolare. Gli uomini cercano lo stupore, le donne l’incontro. Ci ho scritto un post su questo tema qualche anno fa:  Non è un discorso femminista, è solo un approccio diverso al viaggio. Nel post scrivevo che “Le donne si ricordano i sorrisi delle persone, l’aria che si respira nelle città, la luce che fotografano mentre passeggiano, i libri che leggono i vicini sulla metro. Le donne vedono cose che gli uomini guardano solo”. Sono ancora convinta che sia molto vero. Ma spero comunque prima o poi di vedere le Ink Your Travel in giro per il mondo con degli uomini appassionati di viaggi e di disegni.

Correte ad accattarvi una Ink Your Travel qui

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